venerdì, gennaio 27

Collaborazione con l'associazione "Il Sorriso"

Serata Informativa a Castelletto Sopra Ticino
organizzata dall'associazione "Il Sorriso"

Nel 2009 in un social network (facebook in questo caso) ho cominciato a postare articoli e link sulla dislessia e sui disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), soprattutto legati all'attività che insieme ad altri amici/collaboratori svolgevo per la Sezione di Pordenone dell'Associazione Italiana Dislessia.

Mi si è aperto un mondo nuovo ed ho conosciuto molte persone (la maggior parte solo virtualmente) che cercavano o davano informazioni sui DSA. Ho conosciuto molte persone che ogni giorno danno il loro aiuto e supporto a famiglie, studenti ed insegnanti. Tra queste c'era Giorgio Pierucci di Castelletto Sopra Ticino (NO) anche lui con un figlio con DSA alla ricerca di informazioni e di supporto che localmente non trovava.
Siamo entrati subito in sintonia, e quando ha saputo che andavo per lavoro a pochi chilometri da casa sua mi ha proposto di fare da relatore, anzi di raccontare ad un gruppo di genitori cosa facevamo come Sezione AID di Pordenone di spiegare quali erano gli strumenti compensativi che potevano utilizzare i loro figli. Accettai volentieri, anche perché l'idea di passare una serata a chiacchierare con un amico e con i suoi amici mi sembrava più allettante che passarla da solo in albergo a leggere e guardare la tv.
Poi quella sera del 2009 mi sono trovato in un auditorium con tanto di proiettore e con una platea di una settantina di persone tra cui il vice sindaco e l'assessore alla cultura. La serata è andata comunque bene, ho parlato della mia esperienza, mostrato come si utilizzano alcuni strumenti compensativi e risposto a diverse domande. Erano presenti anche dei giornalisti che poi hanno pubblicato i loro articoli.


Dopo questa serata Giorgio ha deciso di fondare una associazione che si occupasse di DSA e di disagio giovanile ed ha organizzato molte serate informative con persone molto più competenti di me su svariati argomenti: dislessia, autostima, bullismo, disabilità, ansia, e molti altri.

A metà gennaio sono tornato, sempre per motivi di lavoro, ad Arona e puntualmente Giorgio mi ha chiesto di fare un'altra serata rivolta ai genitori, ma più tecnica e pratica, mostrando in modo più specifico come utilizzare le sintesi vocali ed i libri digitali, spiegando a cosa servono le mappe mentali e concettuali ed infine mostrando come si usa e le potenzialità di uno strumento come la smart pen di Livescribe.

Anche in questa occasione è stato pubblicato un articolo sul Giornale di Arona.


Non nego che ritrovarmi pubblicato su un quotidiano mi ha dato una certa dose di gioia e soddisfazione personale, ma ci sono delle imprecisioni, in buona fede, del giornalista che vanno corrette. Vorrei anche precisare che non sapevo ci sarebbero stati degli articoli di giornale e che li ho potuti leggere solo dopo che erano stati pubblicati, quindi senza avere la possibilità di far apportare delle correzioni.

Cominciamo dal primo articolo del 27 ottobre 2009 "Dislessia ne soffrono 4 bimbi su 100":
  1. La si definisce come patologia, ma è un disturbo e quindi è anche sbagliato dire che i bambini "ne soffrono".
  2. Si dice che il software Cmap è stato creato appositamente per aiutare gli studenti con dislessia. Non è vero, anzi le mappe concettuali sono strumenti utili a chiunque per studiare.
Anche in quest'ultimo articolo del 17 gennaio 2012 "Una serata per superare la dislessia" ci sono delle imprecisioni:
  1. La dislessia non si supera, ma ci si convive (come detto tra l'altro nel titoletto in alto). Non è una malattia, è un modo di essere. In realtà poi nell'articolo si corregge il tiro parlando di "superare le difficoltà".
  2. NON sono un esperto di dislessia. Forse l'unico esperto di dislessia in Italia potrebbe essere il dott. Giacomo Stella. Posso essere considerato un esperto di informatica (anche se non credo di esserlo) visto che lavoro come analista programmatore e applicativo da più di vent'anni (1990). Non mi considero neanche un esperto di strumenti compensativi anche se ne ho studiati e provati diversi.
Ogni giorno associazioni come AID, AGIAD, OSD, l'ACUILONE, IL SORRISO e tante altre si impegnano per fare della corretta informazione ed è importante che anche i mass-media facciano altrettanto per non vanificare i loro sforzi.


3 commenti:

  1. Ciao Gian, grazie ancora per la tua precisazione, vorrei risponderti partendo dal fondo: 1) Il Sorriso è nato solo come punto di riferimento per il nostro territorio non ha mai pensato di mettersi a confronto con associzioni blasonate come quelle che hai indicato, anzi, più volte ho cercato consigli proprio da loro in quanto molto più preparati ed organizzati di noi. 2) Che tu ti definisci un "non esperto" non lo condivido, nella lingua italiana non si quantifica quanto uno sia esperto o meno, per me anzi per la mia comunità tu sei un esperto ci hai dato speranza e motivazione ad andare avanti mettendo la tua conoscenza al nostro servizio, facendoci conoscere realtà a noi poco o ancor peggio sconosciute. 3) I giornalisti che scrivono gli articoli delle mie serate conoscono poco ma ti garantisco che danno il meglio per aiutarci ad informare la gente anche se non partecipa ai convegni. Se hanno sbagliato qualche sinonimo o aggettivo lo hanno fatto solo perchè non hanno avuto il tempo ( per andare in stampa il prima possibile i tempi sono strettissimi) di inviarci i testi , ma penso che l'importante sia mettere un pò di sana curiosità e di conoscenza a chi legge, poi sbagliare, sbagliamo tutti, ma l'importante sia portare avanti la conoscenza di tematiche di disagio che tante famiglie vivono. Ma la cosa più bella è quella di averti conosciuto, ho avuto la possibilità di apprezzare la generosità con cui ti relazioni davanti alle persone con sicurezza ma con tanta umiltà che fanno di te una persona straordinaria. Evviva Facebook che ci ha fatto conoscere. un abbraccio da me e da Il Sorriso di Castelletto Sopra Ticino

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    1. Grazie Giorgio ma mi sentivo in dovere di precisare alcune cose soprattutto perché ultimamente la stampa è stata molto aggressiva e accusatoria (senza ragione) nei confronti di chi ha un DSA e quindi dobbiamo stare molto attenti a quello che diciamo e che scriviamo. È bello comunque che ci siano giornalisti disposti a partecipare e ad ascoltare agli incontri che organizzi. Questo è un vanto per te, per Il Sorriso ma anche per loro. È naturale che i tempi della stampa non permettano di intervenire prima della pubblicazione ma a posteriori è giusto correggere il tiro. Dagli errori si impara e se anche loro leggeranno queste nostre righe potranno imparare da questi errori e crescere come giornalisti. Un abbraccio Gianandrea

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  2. condivido pienamente quanto scrivi,

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