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domenica, novembre 3

DSA vs Privacy @ Scuola

La Privacy sta diventando il paravento usato da dirigenti e docenti per nascondersi dagli obblighi che la Legge 170 del 12 ottobre 2010 impone loro, ma il Garante si è espresso in modo chiaro sull'argomento.


In particolare tre sono i punti critici che mettono in crisi la scuola:
  1. A chi far leggere la diagnosi e tutta la documentazione relativa allo studente con DSA.
  2. Parlare alla classe dei DSA e del perché alcuni studenti utilizzano strumenti negati ad altri.
  3. Permettere la registrazione audio delle lezioni.
Al primo punto rispondono le Linee Guida seguite alla Legge 170 che al punto 6.4 sui Docenti recitano quanto segue: "... l’intera comunità educante ... prende visione della certificazione diagnostica rilasciata dagli organismi preposti". E' giusto che la documentazione sia mantenuta con un certo grado di riservatezza e che gli venga assegnato un "protocollo riservato" in modo che sia archiviata separatamente dal resto dei documenti, ma è indispensabile che sia visionabile da tutti i docenti dello studente interessato. Io aggiungerei che il Dirigente DEVE far visionare tutta la documentazione ai docenti dello studente con DSA, nessuno deve nascondersi con la scusa del "non sono autorizzato", "non sapevo", ecc.
Secondo me dovrebbero essere informati anche i supplenti prima di entrare nella classe dello studente con DSA, per evitare che sia lo studente stesso ad informarli, di solito con un certo imbarazzo per spiegare come mai lui ha un computer e gli altri no. Perché mai non tutti possano portare il computer a scuola in quest'era di "nativi digitali" resta ancora un mistero, ma questa è un'altra storia.


Il secondo punto lo trovo assurdo. Spesso questa è una paura dei genitori, che non vogliono "far ghettizzare" il loro figlio, dichiarare apertamente che è "diverso" dagli altri studenti. Siamo tutti diversi ed abbiamo tutti esigenze diverse. Lo studente, però, entra in classe con un personal computer, quando viene interrogato può usare le mappe concettuali, quando fa un compito di matematica usa la calcolatrice:
questo non lo rende "diverso" dagli altri?
SI, lo rende diverso se nessuno ha spiegato perché usa degli strumenti compensativi o viene dispensato da alcune cose. Se si spiega a tutta la classe che cos'è la dislessia e che gli strumenti compensativi  limitano le difficoltà di uno studente con DSA e lo portano quasi allo stesso livello di uno senza DSA, allora la diversità si annulla. Bambini e ragazzi hanno un forte senso di giustizia, se capiscono perché alcuni hanno bisogno di strumenti diversi dai loro, non si lamenteranno di non poterli avere anche loro, anzi quando arriverà un supplente in classe saranno loro stessi a spiegare perché il loro compagno e amico usa il computer.
Perché vostro figlio accetti il suo "essere dislessico" dovete essere voi genitori i primi a capirlo ed accettarlo, e conseguentemente ad educare vostro figlio sulla "normalità di essere dislessico". Autostima e consapevolezza di se daranno ai vostri figli la forza di affrontare qualsiasi difficoltà la vita gli porrà di fronte.


Il terzo punto è la battaglia delle battaglie tra genitori e studenti da una parte e docenti dall'altra.
I primi hanno bisogno delle registrazioni per essere dispensati dal prendere appunti e per poter studiare riascoltanto la lezione al posto di leggere dal libro, i secondi le rifiutano per la paura di essere giudicati da chi non è in classe, per la paura di poter dire cose di cui potrebbero pentirsi, perché non ci sarebbe più "verba volant". Oggi queste paure sono piuttosto ridicole, la tecnologia permette a chiunque di registrare senza che qualcuno se ne accorga. Credo, anzi, che il sapere di essere registrati ponga docenti e studenti in uno stato di concentrazione ed attenzione più alto e che sia quindi migliorativo delle lezioni in classe: se lo studente sa che la lezione viene registrata eviterà comportamenti o commenti di disturbo per i quali potrebbe essere punito.
Ad ogni modo queste sono solo delle mie riflessioni, il Comunicato Stampa di AID del 19/11/2012 spiega bene che la Legge 170 stabilisce l'obbligo per le Istituzioni scolastiche di garantire l'uso degli strumenti compensativi tra i quali "il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione" e che "la registrazione delle lezioni per fini individuali di studio non riguarda la legislazione in materia di privacy" come dichiarato dal Garante della Privacy: "Al riguardo, questa Autorità ha precisato che gli allievi possono registrare le lezioni quando la registrazione viene effettuata  per  fini  personali,  come  ad  esempio  per  motivi  di  studio  individuale".


Quindi non ci sono più scuse: i docenti possono (devono) leggere la documentazione anche riservata dei propri studenti con DSA e gli studenti possono registrare le lezioni (a scopo di studio individuale e senza distribuirle ad altri o pubblicarle in rete).

sabato, novembre 3

Edmodo - Una risorsa per insegnanti e studenti

Edmodo viene presentato come un social network per insegnanti e studenti, ma è troppo riduttiva come spiegazione. Di certo è un buon modo per interagire con gli studenti utilizzando un canale comunicativo a loro più consono. Lo slogan utilizzato rende bene l'idea: "Fai della tua classe una comunità".

Cominciamo con il miglior pregio ed il peggior difetto: è gratuito ma è solo in inglese (spagnolo, portoghese, tedesco, francese, greco), l'italiano non c'è.
Ma è anche in fase id evoluzione, quindi se in molti lo cominciano ad utilizzare e se qualcuno si adopera per far avere allo staff le traduzioni, può essere che mettano a disposizione anche la versione in italiano.

Il modo migliore per spiegare cos'è, è capire come funziona.

Cosa può fare l'insegnante (I'm a teacher)

Ci si registra come insegnanti indicando i soliti dati anagrafici, la scuola dove si esercita (se non c'è la si può creare), si può inserire una propria foto per farsi riconoscere dagli studenti (gli adulti tendono, per una serie di timori, a non mettere le proprie foto nei social network, ma questo più che un social network è uno strumento di lavoro e quindi va usato con professionalità mettendoci letteralmente la propria faccia).
Completata la registrazione cominciamo a dare un'occhiatina a cosa ci mette a disposizione Edmodo:
  • Una libreria dove caricare i propri file da condividere poi con gli studenti.
  • Un calendario dove indicare le verifiche ed i compiti per casa
  • Le valutazioni delle classi (capitolo poco importante in questo contesto)
Ci sono anche una sezione per creare e gestire i "Gruppi" (Le classi) ed una per partecipare alle communities (gruppi creati da altri insegnanti per gli insegnanti per lo scambio di informazioni ed esperienze).

Cosa può fare l'insegnante:
  1. Caricare nella libreria (magari organizzato in cartelle per argomento) le dispense che vuole condividere con i propri studenti, mappe concettuali, immagini, presentazioni, materiale di qualsiasi tipo (digitale ovviamente).
  2. Creare delle note in cui anticipa agli studenti gli argomenti che tratterà durante la prossima lezione
  3. Creare degli avvisi che verranno recapitati come "notifica" agli studenti del gruppo (anche per mail se lo studente l'ha indicata)
  4. Assegnare dei compiti indicando il titolo, la descrizione e la data di consegna e/o allegando un documento in qualsiasi formato digitale. O allegando un link ad un video o ad un sito web.
  5. Creare dei quiz con domande a risposta libera o vero/falso, anche con domande multiple in cui una sola è quella corretta.
  6. Si possono creare dei sondaggi da somministrare alla classe.
Come potete capire le risorse che vengono messe a disposizione sono molte e, se sfruttate, permettono di coinvolgere la classe in un modo nuovo più vicino al modo di pensare degli studenti.

Gli studenti inconsapevolmente "sbadati" (ed in questa categoria ci mettiamo quelli con DSA), ma anche quelli consapevolmente sbadati, avranno un posto dove poter verificare i compiti per casa senza copiarli dalla lavagna o trascriverli nel diario sotto dettatura.
Chi rimane assente può seguire in modo autonomo lo studio recuperando il materiale messo a disposizione.

Alcune informazioni indispensabili:
  • I gruppi hanno un codice d'accesso che l'insegnante comunica ai suoi studenti, chi non conosce il codice non entra.
  • L'insegnante può in qualsiasi momento escludere uno studente dal gruppo.
  • L'insegnante può dare un codice d'accesso specifico ai genitori dello studente
Queste premesse servono a farvi capire che quello che fate nella vostra classe resta vostro, che uno studente o un suo genitore vede solo le sue interazioni con il gruppo e non i compiti o le valutazioni dei suoi compagni, quindi anche la privacy è tutelata.

Cosa può fare lo studente (I'm a student)

Uno studente può iscriversi solo utilizzando il codice gruppo ricevuto dall'insegnante e non è indispensabile che abbia un indirizzo mail, anche se la differenza nell'avere o meno una mail è, secondo me, importante: se non ha un indirizzo mail riceve le notifiche solo quando accede al sito di Edmodo, se ha una sua mail riceve compiti, avvisi e note direttamente come posta elettronica ed ha quindi maggior controllo di quanto deve svolgere e studiare.

Fatta la registrazione lo studente può vedere tutto quello che l'insegnante pubblica, scaricare le dispense dalla libreria, svolgere i compiti e (questo forse non gli piacerà) consegnarli direttamente all'insegnante dal sito di Edmodo, quindi anche quando è a casa.

"Purtroppo" non si possono più dimenticare i compiti... anche se riusciranno comunque a inventarsi nuove scuse.

Conclusioni

Non è perfetto, è sicuramente migliorabile, ma è gratuito ed è un buon inizio per avvicinarsi ad una nuova modalità di comunicazione tra insegnante e studente.

Dimenticavo... per i più tecnologici esiste anche l'app per iPhone e iPad.